Mi chiamerò Serena

Ines Pisoni (1913-2005), nata a Trento, si diplomò in una scuola di economia domestica e divenne prima insegnante e poi direttrice di una scuola d’arte tessile applicata. Aderì agli ideali della Resistenza e al Partito Comunista, ai quali si avvicinò dopo l’incontro con Mario Pasi. Nel dopoguerra venne chiamata a Roma alla direzione del PCI, dove rimase fino al 1946, e dal 1948 si impegnò dapprima nell’UDI - nell’ambito dell’infanzia e dell’emancipazione della donna - poi nella CGIL. Realizzò il saggio Parità di salario per le donne italiane che le valse nel 1960 il Premio Saint Vincent. All’inizio degli Anni ’60 fu osservatrice per la Federazione sindacale mondiale del Bureau International du Travail (BIT) e partecipò alla Commissione della condizione della donna all’ONU.
Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea in Ravenna e provincia
€ 20.00

Un prezioso testo autobiografico sul percorso di formazione di una giovane ragazza, disposta ad affrontare ogni rischio, in tempo di guerra, pur di partecipare attivamente alla lotta di liberazione. Tra la primavera del 1939 e quella del 1945 si svolge infatti l’intensa vicenda di Ines, insegnante trentina di formazione cattolica, e del suo compagno, il medico ravennate Mario Pasi convintamente impegnato nella militanza comunista, che ancora oggi è in grado di rendere la durezza di quei tempi e la freschezza di una grande storia d’amore. Il contesto dei primi incontri è quello della città di Trento, ma poi tutta la vicenda si sposta in Romagna, tra Ravenna e le campagne della Bassa, ove si combatte ogni giorno una guerriglia sempre più rischiosa, grazie anche alla partecipazione di tante donne coraggiose, in grado a volte di tenere testa agli occupanti nazisti. Il ritratto di una generazione a cui la guerra ha rubato la giovinezza e il suo diritto alla felicità.

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